PERSONALE SANITARIO

Informazioni
per il personale
sanitario


PER LE COPPIE - poni le tue domande

Se qualcosa non ti è chiaro dopo aver visitato questo sito e letto le risposte alle domande più frequenti che troverai in questa pagina, se hai ancora qualche dubbio, se hai bisogno di saperne di più su qualche argomento in particolare invia una e-mail a icbd@pensiamociprima.net.
Domande più frequenti (sezione in continuo aggiornamento)


Indice per argomenti

Tutte le risposte vengono fornite da ICBD – Alessandra Lisi International Centre on Birth Defects and Prematurity, in particolare dalla Dott.ssa Eleonora Agricola e dal Prof Pierpaolo Mastroiacovo

Domande e risposte


ACIDO FOLICO

DOMANDA
"Quanto tempo prima di una gravidanza bisogna iniziare ad assumere l'acido folico?"

RISPOSTA
L'assunzione di acido folico al dosaggio di 0,4 mg al giorno va iniziata dal momento in cui la coppia è aperta alla procreazione e pensa di avere un figlio nei prossimi mesi. L’acido folico può essere preso per lungo tempo prima della gravidanza, senza alcun problema. Spesso si raccomanda di prendere acido folico almeno un mese prima del concepimento, ciò è corretto, ma poiché una coppia che desidera una gravidanza non può stabilire esattamente quando avviene il concepimento, è opportuno prendere acido folico sin da quando la coppia pensa di avere un figlio a medio-breve termine.
Torna all'indice

DOMANDA
"Posso prendere delle compresse multivitaminiche invece del solo acido folico?"

RISPOSTA
Sì, anzi alcuni consigliano di prendere in vista di un concepimento un prodotto multivitaminico perché contiene altre vitamine del complesso B (Vitamina B6 e B12), altre vitamine (es.: vitamina C) e oligoelementi (es: Iodio e zinco) che possono essere utili per il buon esito della gravidanza. Bisogna tuttavia ricordare di non scegliere preparati multivitaminici che contengano vitamina A perché questa non serve alla popolazione Italiana in genere ben nutrita. La vitamina A infatti si può accumulare nell’organismo e risultare dannosa ad alte dosi; eventualmente è accettabile scegliere preparati che contengono carotene che è la pro-vitamina A. Inoltre bisogna tener presente che alcuni “prodotti farmaceutici” a base di acido folico sono inseriti nella fascia A da parte del SSN (non si pagano, si paga solo il ticket) mentre i multivitaminici sono considerati integratori alimentari che vanno acquistati a prezzo pieno.
Torna all'indice

DOMANDA
"Ho letto che alcune marche di acido folico contengono 5 mg di acido folico. Qual è il dosaggio più giusto da assumere? Non sarebbe meglio prendere direttamente quello più elevato?"

RISPOSTA
Il dosaggio di 5 mg di acido folico al giorno è consigliato al momento attuale solo alle donne che hanno un rischio più elevato di avere un bambino con un difetto del tubo neurale (anencefalia e spina bifida) perché hanno avuto già un precedente figlio affetto, oppure sono affette da epilessia o diabete. La ricerca medica sta valutando se tale dosaggio è consigliabile anche a tutte le donne, ma ancora non sono disponibili i risultati.
Torna all'indice

DOMANDA
"Cosa succede se dimentico di assumere la compressa quotidiana di acido folico? E' come la pillola anticoncezionale che devo assumere immediatamente appena mi rendo conto di averla dimenticata?"

RISPOSTA
No. Una dimenticanza... non cambia il livello di acido folico nel sangue (folatemia), che è la cosa più importante !
Torna all'indice

DOMANDA
"Fa male se inizio ad assumere l'acido folico ma poi decido di interromperlo perchè voglio rimandare la gravidanza?"

RISPOSTA
Assolutamente no, anzi... assumere acido folico a prescindere dall’intenzione di una gravidanza futura fa benissimo. Basti ricordare che in molte nazioni (es.: Canada, Stati Uniti, Australia) esiste la fortificazione obbligatoria degli alimenti più comuni che fornisce a tutta la popolazione più acido folico. I livelli di acido folico che noi italiani abbiamo nel sangue (folatemia) è bassa, in confronto a quella che dovremmo avere e che avremmo se ci alimentassimo davvero con una dieta mediterranea ovvero 5 porzioni al giorno di frutta o verdura, pochissima carne e pochissimi grassi.
Torna all'indice

DOMANDA
"E' vero che l’acido folico può portare a parti gemellari?"

RISPOSTA
La risposta è “no”. La sua domanda però è giustificata perché effettivamente qualche anno fa era stata sollevata questa ipotesi. Poi, negli anni successivi non è stata confermata da ulteriori studi. Per essere sicuri della risposta negativa al 100% ci vorranno altri studi, per questo l’argomento attrae ancora l’attenzione di alcuni ricercatori. Di fatto comunque è confortante tener presente che al momento attuale in nessun paese del mondo, nessun gruppo di esperti e nessun organismo di sanità pubblica ha modificato la raccomandazione alle donne in età fertile di assumere 0,4 mg al giorno di acido folico in vista di una possibile gravidanza.
Torna all'indice


MALATTIE GENETICHE

DOMANDA
"E' sempre consigliato fare indagini genetiche su entrambi i genitori prima del concepimento?"

RISPOSTA
No. Bisogna tener presente che:

  1. esistono all’incirca 5.000 diverse malattie genetiche “monofattoriali”, determinate da un’alterazione di un cromosoma o di un gene, alcune sono rarissime;
  2. di molte malattie genetiche monofattoriali non si conosce ancora l’alterazione che dovrebbe essere indagata nei genitori;
  3. eventuali indagini genetiche su entrambi i genitori possono individuare solo le malattie genetiche monofattoriali che sono dovute ad un’alterazione nota dei cromosomi o dei geni di uno o di entrambi i genitori.
  4. Se la malattia è abbastanza frequente nella popolazione (ad esempio un caso su 3.000 – 5.000 nati) si può prendere in considerazione l’indagine a tappeto (screening) a tutti i genitori altrimenti è meglio eseguire l’indagine in modo mirato
  5. indagini mirate per individuare specifiche malattie genetiche vengono consigliate da un genetista medico solo alle coppie che hanno “segnali clinici” personali o nelle loro famiglie;
  6. un gran numero di malattie genetiche sono “nuove mutazioni” ovvero eventi del tutto nuovi, inattesi e non prevedibili, che non danno o non hanno dato alcun segnale nei genitori o nei loro familiari;
  7. in Italia le uniche due malattie genetiche per le quali è raccomandato di eseguire una qualche indagine in tutti i futuri genitori sono la talassemia e la malattia emolitica del neonato. Va eseguito l’ emocromo e il gruppo sanguigno ad entrambi i genitori. Sulla base del loro risultato il medico deciderà se è necessario eseguire altre indagini più mirate oppure no. Si sta discutendo sui vantaggi e sugli svantaggi di eseguire un’indagine in tutti i futuri genitori per scoprire se sono portatori del gene che determina la fibrosi cistica, ma ancora non esistono dati certi o una concordanza di opinioni;
  8. infine, va sottolineato che le più comuni problematiche riproduttive quali ad esempio l’infertilità, le malformazioni congenite, la prematurità, la scarsa crescita fetale, ed altre ancora non sono determinate da alterazioni genetiche monofattoriali individuabili nei futuri genitori, ma sono in parte prevenibili seguendo le raccomandazioni fornite in questo sito.
Torna all'indice


MALFORMAZIONI CONGENITE

DOMANDA
"Quali sono le malformazioni congenite più comuni?"

RISPOSTA
Tenendo presente che per “malformazione” si intende un’alterazione della forma (più propriamente detta deformazione) o della struttura (malformazione vera e propria) di un organo o parte di esso, che richieda un qualche trattamento medico, chirurgico, ortopedico o riabilitativo, le 5 malformazioni più comuni sono, in ordine di frequenza (fornita anche la stima dei casi in Italia, ogni anno su 560.000 nati):

  1. i difetti cardiaci: 1 caso su 120, stima in Italia 4.600 ogni anno, tra cui il più comune è il difetto interventricolare: 1 caso su 330, stima in Italia circa 1.700 ogni anno
  2. l’ipospadia: 1 caso su 160 maschi, stima in Italia circa 1.700 ogni anno
  3. il piede torto: 1 caso su 500, stima in Italia circa 1.120 ogni anno
  4. i difetti del tubo neurale: 1 caso su 1.000, stima in Italia circa 560 ogni anno di cui 1 caso su 2.000 con spina bifida e 1 caso su 2.000 con anencefalia, stima in Italia circa 280 casi ciascuno
  5. la labioschisi, con o senza interessamento del palato: 1 caso su 1.650, stima in Italia 340 ogni anno
Tra i difetti congeniti, che comprendono anche le anomalie cromosomiche, le malattie metaboliche ed altre condizioni congenite va ricordata la sindrome di Down o Trisomia 21 che ha una frequenza in Italia di circa un caso su 500, con una stima in Italia di 1.120 casi ogni anno.

I difetti congeniti nel loro insieme (malformazioni, deformazioni, anomalie cromosomiche ed altre condizioni) hanno una frequenza di un caso su 20, con una stima in Italia di 28.000 ogni anno, circa 50 al giorno!
Torna all'indice

DOMANDA
"Quali sono le cause delle malformazioni congenite?"

RISPOSTA
Le cause delle malformazioni congenite sono diverse e di varia natura. Per fare un po’ di ordine possiamo divederle in tre grandi categorie: cause genetiche, cause ambientali (tenendo presente che per lo sviluppo embrionale ambiente è anche l’organismo materno) e combinazione (interazione) tra fattori genetici e fattori ambientali. Le cause genetiche determinano una piccola quota di malformazioni, ad esempio la polidattilia e certe rare sindromi malformative. Spesso la causa genetica è una nuova mutazione di un gene “maggiore” (in grado di determinare la malformazione o la sindrome malformativa), più raramente la mutazione viene trasmessa da uno o entrambi i genitori, secondo le leggi della genetica mendeliana. Le cause “ambientali” comprendo: (a) alcune malattie infettive (es.: rosolia, varicella, toxoplasmosi, malattia da citomegalovirus); (b) alcune malattie materne già presenti prima del concepimento (es.: diabete materno, malattie della tiroide); (c) alcuni farmaci (es.: farmaci antiepilettici, retinoidi, cumarinici, farmaci stabilizzanti dell’umore); (d) l’uso di bevande alcoliche in eccesso (causa della sindrome feto-alcolica). La stragrande maggioranza delle malformazioni sono dovute infine alla combinazione (interazione) di fattori genetici e fattori “ambientali”, tutti ancor oggi in gran parte ignoti. I fattori “ambientali” sono quelli che attirano maggiormente la nostra attenzione poiché possiamo in qualche modo modificarli. Tra questi quelli già noti e comuni sono: (a) il tipo di alimentazione, ed in particolare la quantità della vitamina acido folico assunta con alimenti o integratori; se questa vitamina non viene assunta a livelli ottimali può causare difetti del tubo neurale, cardiopatie e altre malformazioni; (b) il fumo materno durante le prime settimane di gravidanza, che può causare labio o palatoschisi.
Torna all'indice

DOMANDA
"Le malformazioni si possono prevenire?"

RISPOSTA
La risposta è complessa. Tenendo presente quali sono le cause delle malformazioni si può affermare che le malformazioni dovute a cause genetiche non possono essere prevenute, in alcuni casi possono essere previste, ma non certo prevenute nel vero senso della parola. Le malformazioni dovute a cause ambientali possono invece essere totalmente prevenute, è infatti sufficiente che la causa ambientale venga eliminata, evitata o controllata efficacemente (es.: vaccinazione, controllo attento della terapia anti-diabetica). Per tutte le altre malformazioni dovute alla combinazione di fattori genetici e ambientali si può effettuare una prevenzione parziale, ovvero si può ridurre la possibilità che si verifichino, ad esempio assumendo integratori con acido folico o evitando il fumo.
Torna all'indice

DOMANDA
"Ho trovato una serie di denominazioni riferite a problemi congenite del neonato: malformazioni, difetti congeniti, sindromi, malattie genetiche, condizioni congenite… sono tutti termini sinonimi uno dell’altro o esiste una qualche differenza tra loro?"

RISPOSTA
Sì, esiste una qualche differenza. Procediamo dai termini più specifici a quelli più generici.
Malformazione: si tratta di una mal–formazione. Un organo o una parte di esso, si è formato male, in modo alterato, difettoso, incompleto o più raramente esuberante. Taluni amano distinguere le malformazioni dalle deformazioni, intendendo per deformazione solo l’alterazione della forma determinatasi nella fase finale dello sviluppo fetale soprattutto per costrizione o ridotta motilità del feto.
Difetto congenito è un termine più ampio, che comprende non solo i difetti anatomici (malformazioni e deformazioni) ma anche: (a) i difetti funzionali, ad esempio i disturbi cognitivi, disturbi motori (es.: paralisi cerebrale), la sordità, (b) i difetti biochimici (malattie metaboliche ed altre malattie ad esempio del sangue), (c) le alterazioni del peso o della lunghezza. Tra i difetti congeniti possono essere annoverati anche le alterazioni della durata della gestazione (prematurità).
Sindrome. Questo termine si usa per indicare la presenza nella singola persona di più difetti, dal greco “sin” e “dromo”: correre insieme. Le sindromi possono essere causate da alterazioni cromosomiche, alterazioni dei geni, fattori ambientali.
Condizione congenita è un sinonimo di difetto congenito, comprende tutto ciò che è presente sin dalla nascita, anche se si manifesta in seguito, nel corso dei primi anni di vita.
Malattia genetica infine identifica la causa, non la natura dell’alterazione, significa che è dovuta all’azione di un’alterazione del DNA, a livello di un singolo gene o di un cromosoma.
Torna all'indice


ROSOLIA

DOMANDA
"Ho effettuato la vaccinazione contro la rosolia. Quanto tempo bisogna aspettare prima dell’inizio della gravidanza?"

RISPOSTA
Il vaccino contro la rosolia è costituito da virus della rosolia attenuato. Quando il vaccino fu introdotto in commercio per precauzione fu raccomandato di attendere tre mesi prima dell’inizio della gravidanza. In seguito, poiché non è mai stato segnalato alcuno caso al mondo di danno al feto dopo una vaccinazione antirosolia eseguita inavvertitamente durante le prime settimane di gravidanza o poco prima (sono documentati circa 1.000 casi), le autorità sanitarie Statunitensi (i Centers for Diseases Control- CDC) hanno indicato che, sempre per un principio di massima precauzione, è sufficiente attendere un mese. Inoltre, viene ribadito che in caso di vaccinazione nelle prime settimane di una gravidanza non ancora nota, la gestante va rassicurata del tutto.
Torna all'indice


TOXOPLASMOSI

DOMANDA
"Sapevo che la toxoplasmosi viene trasmessa dai gatti. In previsione di una gravidanza, devo trasferire il mio gatto in un’altra abitazione?”

RISPOSTA
La toxoplasmosi viene trasmessa in diversi modi: maneggiando carne cruda, mangiando carne poco cotta o insaccati crudi o verdure non lavate accuratamente, facendo giardinaggio senza guanti, toccando le feci di un gatto. I gatti che stanno sempre in casa difficilmente trasmettono la toxoplasmosi. Se si possiede un gatto che sta sia a casa che fuori è sufficiente che durante il periodo che precede la gravidanza (da quando si pensa di avere un bambino) e durante la gravidanza non si abbia il contatto con le feci del gatto e non pulire la lettiera con le mani nude. Ricapitolando per evitare di contrarre la toxoplasmosi da quando si pensa di avere un bambino fino alla fine della gravidanza è opportuno:

  1. non maneggiare carne cruda a mani nude: usare guanti di gomma;
  2. non mangiare carne poco cotta, insaccati, verdure non ben lavate;
  3. non fare giardinaggio a mani nude: usare guanti di gomma;
  4. non toccare oggetti che possono essere contaminati dalle feci di un gatto, dare da mangiare al gatto di casa cibi in scatola, far pulire la lettiera da altri e tenerla sempre pulita.
Torna all'indice


VARICELLA

DOMANDA
"Quanto tempo devo aspettare per avere un bambino dopo la vaccinazione della varicella?"

RISPOSTA
Un mese, solo per ragioni precauzionali. Come per la vaccinazione contro la rosolia.
Torna all'indice


VITAMINA A

DOMANDA
"Perché la vitamina A deve essere evitata in gravidanza o da una donna che pensa di avere un bambino?"

RISPOSTA
I livelli di assunzione di vitamina A nelle donne Italiane sono buoni, l’integrazione con prodotti farmaceutici o da banco non serve. L’integrazione con vitamina A serve soltanto alle donne che vivono in alcuni paesi a reddito molto basso (es.: Africa). Inoltre l’assunzione di elevate quantità di vitamina A, maggiore di 10.000 UI al giorno possono essere causa di malformazioni congenite, in particolare cardiopatie. Il consumo attraverso l’alimentazione (o integratori alimentari) deve essere limitato a 2.3000 UI (700 microgrammi) al giorno. Devono pertanto essere evitati alimenti come il fegato e prodotti derivati che possono contenere anche quantità elevate di vitamina A (10.000 – 38.000 UI per 100 grammi). In caso di assunzione di integratori alimentari multivitaminici è preferibile utilizzare quelli che non contengono vitamina A o che contengono il beta-carotene che è la pro-vitamina A e che viene trasformata in vitamina A dall’organismo umano in base.
Torna all'indice


FARMACI

DOMANDA
"Sapevo che posso prendere comuni farmaci mentre cerco una gravidanza. Mi hanno detto infatti che fino al momento del test non si provocano danni all’embrione perché è troppo presto e quello che prende la madre non passa al figlio. E' vero?"

RISPOSTA
Sia nel periodo preconcezionale che in gravidanza è opportuno assumere farmaci solo dietro il diretto consiglio del medico o del farmacista a cui si è comunicato l’intenzione di rimanere incinta o l’effettiva gravidanza. Questo comportamento è bene sottolinearlo è una precauzione. Una precauzione importante e assolutamente valida che non deve però tradursi nell’idea che tutti i farmaci sono dannosi per lo sviluppo del feto. Anzi i farmaci realmente dannosi per il feto sono pochi. Una cosa è dunque il "principio di massima precauzione" e una cosa, ben diversa, è la "previsione di un possibile danno" dopo l’assunzione di un farmaco. La distinzione va fatta. Va fatta caso per caso, nello specifico. Torniamo a quanto ci scrivi: "Sapevo che posso prendere comuni farmaci mentre cerco una gravidanza". Questa asserzione non è purtroppo esatta. Nel momento in cui scopri di essere incinta (con il test acquistato in farmacia o con l’esame del sangue) il tuo organismo ha già iniziato a trasmettere sostanze di varia natura all’embrione da diversi giorni, ovvero dal momento del concepimento, che avviene in media 14 giorni dopo la data della tua ultima mestruazione.
Non è quindi vero che durante il periodo che intercorre tra il concepimento e il momento in cui sai con precisione di essere rimasta incinta è troppo presto per creare potenziali danni al tuo bambino. Poiché il momento del concepimento non può essere previsto vale la precauzione indicata prima (che ripeto): "sia nel periodo preconcezionale che in gravidanza è opportuno assumere farmaci solo dietro il diretto consiglio del medico o del farmacista a cui si è comunicato l’intenzione di rimanere incinta o l’effettiva gravidanza". E’ però vero quello che dici all’inizio della tua domanda: alcuni farmaci possono essere presi sia durante il periodo preconcezionale che durante la gravidanza. Ad esempio il paracetamolo è una sostanza sicura in gravidanza e può essere preso con tranquillità. Anzi ti consigliamo di prenderlo soprattutto se quando sei incinta hai febbre elevata, molto rischiosa per le donne in attesa.
Se hai bisogno di prendere qualche farmaco durante il periodo preconcezionale o durante la gravidanza perché serve alla tua salute (e quindi anche a quella del tuo futuro figlio) non preoccuparti perché con il tuo medico potete valutare il farmaco di scelta Se inavvertitamente durante il periodo preconcezionale o durante la gravidanza hai preso qualche farmaco, di nuovo, non preoccuparti con il tuo medico potete valutare se eventualmente esiste la possibilità di danni al feto.
La risposta è stata lunga, ma l’argomento è piuttosto delicato e complicato da spiegare in due parole perché vi sono due facce di una stessa medaglia: una di precauzione, l’altra di valutazione di un possibile danno.
Torna all'indice


CORRETTO E SANO STILE DI VITA "PRECONCEZIONALE"

DOMANDA
"Sono una donna che ha superato da qualche anno la soglia dei 30 anni. Vorrei sapere se corro dei rischi per un eventuale gravidanza considerando che ho una struttura fisica e una condizione di salute nella media, conduco una vita tranquilla e non fumo."

RISPOSTA
Avere un corretto e sano stile di vita aiuta a qualsiasi età a diminuire i rischi di complicazioni per lo sviluppo del tuo bambino e di problemi che possono manifestarsi durante la gravidanza. Oltre a non fumare, ti ricordiamo altre attenzioni che dovresti tenere presente per ridurre ulteriormente i rischi. Te le elenchiamo tutte non conoscendoti personalmente. Parlane con il tuo medico di fiducia.
L’uso di alcol è assolutamente sconsigliato in gravidanza, sin dal momento in cui programmi la gravidanza dovresti eliminarlo. Una buona alimentazione di tipo mediteranno (in particolare 5-6 porzioni tra frutta e verdura) si è visto essere associata a una frequenza di nati sani più elevata.
Controlla con il tuo medico il tuo indice di massa corporea e se sei in sovrappeso o al contrario, sotto peso, cerca di porre rimedio attraverso una dieta equilibrata e a esercizio fisico quotidiano. Inizia immediatamente ad assumere l’acido folico (0,4 mg/die regolarmente) con prodotti che contengono solo l’acido folico o un multivitaminico come il MULTICENTRUM MAMMA (il più adatto perché non contiene vitamina A preformata), questo ridurrà i rischi dei difetti al tubo neurale, che si forma pochi giorni dopo il concepimento, quando tu ancora non hai scoperto di essere incinta.
Nota bene non abbiamo conflitti di interesse di nessun tipo; la nostra indicazione è fondata su analisi di ricerche scientifiche ed è solo un esempio di prodotto adatto.
Se soffri di patologie come ad esempio epilessia o diabete, parlane con il tuo medico perché ad esempio il controllo della glicemia prima della gravidanza riduce i rischi di malformazioni a livelli paragonabili a quelli di donne non affette da questo problema. Anche se sospetti di avere problemi di tiroide è importante effettuare delle analisi prima di rimanere incinta.
Sottoponiti a controlli immunologici su rosolia, varicella e se risulti non immune, vaccinati immediatamente. Basta aspettare un mese dalla vaccinazione per poter iniziare la ricerca del concepimento. Valuta con il tuo medico se è il caso che tu controlli se sei positiva alla sifilide e all’HIV. Esistono terapie efficaci da iniziare subito. Controlla inoltre se risulti immune al citomegalovirus e al microrganismo responsabile della toxoplasmosi. I microrganismi responsabili di queste infezioni, se contratte durante la gravidanza, purtroppo causano danni al tuo bambino. Se non sei immune è opportuno che tu segua alcune norme igieniche che riducono la possibilità che tu contragga l’infezione proprio in gravidanza. In particolare se non risulti immune alla toxoplasmosi non mangiare carne poco cotta e insaccati, usa i guanti se fai giardinaggio e non entrare a contatto con i gatti che vivono per strada. Se non risulti immune al citomegalovirus le accortezza da seguire sono: lavarsi sempre molto bene le mani e se hai contatti con bambini molto piccoli evitare di sbaciucchiarli troppo. Per massima precauzione, è inoltre consigliato non assumere farmaci se non dietro consiglio del medico o del farmacista a cui devi sempre comunicare la tua intenzione di cercare una gravidanza.
Ti consigliamo di leggere le schede che trovi sul nostro sito per ulteriori dettagli. Come avrai capito, se vuoi ridurre i rischi per il tuo bambino, non basta solo non fumare, seppure sia importantissimo. L’insieme di tutte queste attenzioni ti permettono di affrontare la ricerca di una gravidanza con la consapevolezza di aver tutelato la tua salute e quella del tuo bambino perché hai molto ridotto i rischi.
Torna all'indice


ANALISI PRECONCEZIONALI

DOMANDA
"Gli esami preconcezionale sono esenti dal ticket?"

RISPOSTA
Gli esami preconcezionali sono esenti dalla partecipazione al costo se vengono prescritti dal tuo medico. Il codice di esenzione è M00. La legge che giustifica tale esenzione e che elenca gli esami in convenzione è il DM 10 settembre 1998. Lo trovi nel sito nella sezione per i sanitari alla voce "per promuovere il counseling preconcezionale".
Torna all'indice


VARIE

DOMANDA
"La tintura dei capelli può essere pericolosa prima e durante la gravidanza?"

RISPOSTA
Gli studi scientifici, anche se limitati, sulla sicurezza dei coloranti per capelli mostrano che è sicuro tingersi i capelli durante la gravidanza. Questo perché la quantità di colorante assorbito dalla madre non è elevato. Le casi produttrici di coloranti professionali sconsigliano comunque di usare i prodotti durante la gravidanza e il periodo dell’allattamento.
Per il principio di massima precauzione potremmo consigliarti di astenerti dalla tintura dal momento in cui inizi effettivamente la ricerca di una gravidanza.
Se decidi di usare le tinture, ciò che ti consigliamo è di rispettare alcune semplici regole per ridurre ulteriormente il rischio:

  • indossa sempre i guanti
  • lascia il colore per un tempo minimo
  • durante l’applicazione rimani in un ambiente ben ventilato
  • sciacqua la cute abbondantemente dopo la colorazione
  • scegli un appuntamento dal parrucchiere quando è meno affollato, per evitare di respirare maggiori quantità di tintura.
Considera anche che l’uso di coloranti vegetali, come per esempio l’hennè, potrebbe comunque essere un alternativa sicura".
Torna all'indice




























IN PRIMO PIANO

La prevenzione
e la riduzione del rischio

(Scarica il file in PDF)

NEWS:

Relazioni svolte
ad incontri scientifici

Ultimo aggiornamento: 23/09/11