PENSIAMOCI PRIMA
CONSIGLI UTILI PER CHI DESIDERA AVERE UN BAMBINO
TOXOPLASMOSI
La toxoplasmosi è una malattia che spesso passa inosservata e
guarisce spontaneamente.
Può invece diventare pericolosa nel
caso venga contratta in gravidanza e si trasmetta al feto.
In
tale circostanza la malattia può causare malformazioni e alterare lo
stato di salute del neonato
 
Che cos’è la toxoplasmosi?
E' una delle infezioni più diffuse in tutto il mondo, sia negli
animali che nell’uomo. E’ causata dal Toxoplasma Gondii.
Questo microorganismo compie una parte del suo ciclo vitale
nell’intestino del gatto e quindi, una volta eliminato con le
feci, può contaminare l’ambiente circostante.
 
Come ci si può contagiare?
Ci si contagia ingerendo direttamente le microscopiche uova
del Toxoplasma che contaminano il suolo e quindi certe verdure
oppure ingerendo carni crude o poco cotte degli animali
infettati: agnello, maiale, cacciagione. Prosciutto, salame o altri
insaccati di maiale sono più frequentemente contaminati rispetto
al manzo. Il pollo raramente contiene cisti infettanti.
Se la madre acquisice l’infezione per la prima volta durante la
gravidanza è possibile che essa venga trasmessa al feto attraverso
la placenta.
 
Perché è un’infezione pericolosa in gravidanza?
Se l’infezione viene contratta in gravidanza, può comportare
gravi problemi al feto al sistema nervoso e agli occhi in particolare. Si valuta che in Italia il 30-40% delle donne in età
fertile sia protetto dall’infezione. Circa 5-10 donne in gravidanza
su 1.000 contraggano l’infezione, e quasi la metà di
queste pazienti può trasmetterla al feto.
 
E’ importante il momento della gravidanza in cui viene
contratta l’infezione?
Sì, è importante. Nelle prime settimane di gravidanza, se
la mamma si ammala, la placenta fa da barriera al passaggio
del toxoplasma al feto. Ma nei pochi casi in cui
questa difesa non funziona, i danni per il bambino possono
essere molto gravi. Nelle settimane successive la trasmissione della malattia attraverso la placenta è più frequente, ma i danni che essa provoca sono di solito minori
 
Quali disturbi può dare alla donna in gravidanza?
Il più delle volte la malattia è del tutto priva di disturbi. L’unico modo per diagnosticarla, se la donna non l’ha già avuta, è eseguire periodicamente in gravidanza un esame nel sangue per
valutare la presenza degli anticorpi specifici recenti per la Toxoplasmosi.
 
E' possibile curarla?
La diagnosi tempestiva e il trattamento antibiotico appropriato
possono ridurre il rischio di danno al feto.
 
Perché eseguire l’esame per la Toxoplasmosi in epoca
preconcezionale?
Perché permette di discriminare le donne che hanno già avuto
questa malattia da quelle che la possono prendere in gravidanza.
Se una donna ha già avuto la toxoplasmosi può stare tranquilla
e non sarà necessario eseguire ulteriori controlli.
Invece le future mamme che non hanno avuto la Toxoplasmosi
e non hanno anticorpi protettivi dovranno prendere alcune precauzioni
igienico-alimentari per ridurre il rischio di infezione e ripetere
periodicamente l’esame del sangue in gravidanza, per
assicurarsi di non essersi ammalate senza accorgersene. Se
questo fosse accaduto, valuteranno con il medico come verificare
gli eventuali effetti sul bambino e le misure da prendere.
 
Conclusione
Fare l’esame della toxoplasmosi nel periodo preconcezionale è
molto vantaggioso. Tranquillizza del tutto (se positivo) o suggerisce
norme igieniche (se negativo). L’unica vera protezione contro
la toxoplasmosi è la prevenzione del contagio.
Precauzioni igieniche che devono essere osservate dalle donne che risultano negative all’esame per la toxoplasmosi e possono infettarsi in gravidanza. • Evitare il consumo di carni crude o poco cotte e dei salumi• Lavare bene frutta e verdura • Proteggere i cibi da mosche e altri insetti • Usare guanti di gomma per manipolare carne cruda di qualsiasi tipo • Lavare con acqua e sapone superfici, utensili da cucina e mani venute a contatto con carni crude, pollame, pesce, frutta e verdure • Usare guanti di gomma per manipolare la terra (es.: giardinaggio) e ogni altro materiale potenzialmente contaminato con le feci di un gatto • Se c’è un gatto in casa, non è necessario allontanarlo, ma è opportuno pulire la lettiera quotidianamente. Se possibile affidare ad altri questo compito e in ogni caso usare sempre guanti di gomma. Alimentare il gatto con cibi cotti o in scatola. |
  | ![]() La carne deve essere ben cotta ![]() Insalata e verdura ben lavata |
Scheda informativa redatta dal GLISP basata sui risultati della ricerca scientifica.
Testi adattati da Istituto CHANGE Torino.
Per ulteriori informazioni: www.pensiamociprima.net