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L' INFEZIONE DA CITOMEGALOVIRUS (CMV)
L'infezione virale da citomegalovirus (CMV) contratta in gravidanza, può comportare, sebbene raramente, problemi al feto: in particolare danni all’udito, alla vista e al sistema nervoso.

  Che cos'è l’infezione da CMV?
L'infezione da CMV è un’ infezione molto comune, di lieve entità e spesso inapparente. Circa il 50% delle donne ha già avuto l’infezione prima della gravidanza.

  Cosa succede se la donna contrae l'infezione durante la gravidanza?
Se la donna non ha mai contratto l’infezione da CMV e la contrae proprio durante la gravidanza in circa il 4% dei casi il neonato avrà segni della malattia al momento della nascita con conseguenze neuro-sensoriali negli anni seguenti, e in un ulteriore 4% dei casi circa il neonato presenterà problemi nei primi mesi di vita, soprattutto all’udito.

  Come ci si può contagiare?
L’infezione si trasmette tramite il contatto diretto con una persona infetta. La fonte più frequente di contagio sono i bambini piccoli attraverso la saliva, le lacrime, le urine del bambino che ha l’infezione in atto, e anche attraverso i giocattoli bagnati da questi liquidi organici.

  Come fa la futura madre a sapere se ha già contratto l’infezione oppure no?
Per sapere se è la futura mamma ha già avuto l’infezione è necessario un esame del sangue che valuta la presenza degli anticorpi specifici per l’infezione da CMV. Il momento migliore per fare questo esame è nel periodo preconcezionale.

  Perché eseguire l’esame per l’infezione da CMV in epoca preconcezionale?
L’utilità di eseguire il test per l’infezione da CMV in epoca preconcezionale è duplice. Se la donna scopre di avere avuto già l’infezione, non deve preoccuparsi ulteriormente. Se invece la futura mamma non ha ancora contratto l’infezione, il medico di fiducia indicherà le norme igieniche da seguire per ridurre il rischio di contrarre questa infezione proprio durante il periodo preconcezionale o durante la gravidanza.

Le norme igieniche da seguire se l’esame per il CMV indica che l’infezione non è stata ancora contratta.

(a) lavarsi bene e spesso le mani con acqua e sapone, specialmente se la donna ha contatto con i bambini piccoli (< 3-5 anni)
  -> Per un buon lavaggio delle mani vedi www.pensiamociprima.net
(b) non condividere piatti, bicchieri, spazzolini da denti con bambini piccoli (non succhiare il ciuccio del bambino per pulirlo!)
(c ) tenere puliti giocattoli, sonagli e qualsiasi cosa che può essere sporca di saliva o urina di bambini piccoli.

  Conclusione
L’esame per il CMV prima della gravidanza indica alla donna se ha già contratto l’infezione. In questo caso può scordarsi di questo problema. Se invece l’esame indica che la donna non ha mai contratto l’infezione in precedenza, sono necessarie precauzioni di tipo igienico per evitare di contrarla proprio nel corso della gravidanza.
Non ha alcuna utilità effettuare l’esame per il CMV o altri esami come l’amniocentesi e la cordocentesi in corso di gravidanza, perché il test sul sangue e gli esami sul liquido amniotico o sul sangue del cordone fetale non sono in grado di prevedere se e in che misura ci sono reali rischi per il bambino.

Scheda informativa redatta dal GLISP basata sui risultati della ricerca scientifica.
Testi adattati da Istituto CHANGE Torino.
Per ulteriori informazioni: www.pensiamociprima.net